Mi capita spesso: un cliente prova sei paia di occhiali diversi, tutti tondi, perché sono la forma che ha sempre portato. Alla fine si sente dire “con la sua faccia, gli squadrati le starebbero meglio”. Ha ragione chi lo dice, ma nessuno gli aveva mai spiegato il motivo.
La regola di base è più semplice di quanto sembri: una montatura funziona quando contrasta con le linee del viso, non quando le ripete. Un viso con angoli marcati si ammorbidisce con forme curve. Un viso morbido e arrotondato guadagna struttura con linee dritte. Da qui in poi è solo questione di riconoscere che forma di viso si ha davanti allo specchio, e per farlo non serve altro che un metro e qualche minuto.
le cinque forme più comuni
viso rotondo
guance e mento con curve simili, larghezza e altezza quasi uguali. Stanno bene montature squadrate o rettangolari, che aggiungono spigoli dove il viso non ne ha.
viso squadrato
mascella marcata, fronte ampia, linee decise. Funzionano forme tonde o ovali, che smussano l’effetto angolo.
viso ovale
la forma più equilibrata, ed è anche quella con meno vincoli: quasi ogni montatura funziona, a patto che la misura sia quella giusta.
viso a cuore
fronte larga, mento stretto e appuntito. Meglio montature leggere nella parte bassa, come gli aviator o i modelli rotondi.
viso allungato
più altezza che larghezza. Aiutano montature più alte che larghe, con il ponte basso: meglio evitare forme piccole, che accentuano la lunghezza.
Per capire in che gruppo rientra il proprio viso basta un metro da sarta e uno specchio: si misura la larghezza della fronte, quella degli zigomi, quella della mascella, e la lunghezza dal centro della fronte al mento. Il numero più alto tra i primi tre indica la larghezza dominante del viso, mentre il rapporto tra quel numero e la lunghezza dice se il viso è più allungato o più equilibrato. Un rapporto vicino a 1 indica un viso ovale o rotondo, uno più alto un viso allungato. Non serve la precisione di un sarto: bastano pochi millimetri di margine per orientarsi.
Detto questo, la forma non è l’unica variabile. Anche quando la montatura giusta sul piano estetico è stata trovata, resta da controllare che sia della misura giusta: calibro, ponte e lunghezza asta contano quanto la forma, altrimenti anche l’occhiale più adatto al viso scivola o stringe. Ne parliamo nella guida alla misura.
quando la teoria non basta
Le regole aiutano a restringere il campo, ma un viso raramente rientra in una sola categoria in modo netto, e c’è chi si sente più a suo agio rompendo lo schema. Restano un punto di partenza per orientarsi allo specchio, niente di più rigido.
Se hai un dubbio su un modello preciso, mandaci una foto del viso su WhatsApp: ti diciamo con onestà se quella forma funziona o se conviene guardarne un’altra.
